Linfociti alti o altissimi: cause e valori normali

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linfociti altissimi

I globuli bianchi, cellule costituenti il nostro sangue deputate alla difesa dell’organismo da agenti patogeni ed aggressivi, sono a loro volta suddivisi in altre cellule a seconda del loro contenuto in granuli: i granulociti sono quelle che ne hanno, i linfociti ed i monociti invece, ne sono privi.

I linfociti dunque, fanno parte dei globuli bianchi e pertanto del nostro sistema immunitario, ed hanno la facoltà di agire in maniera proattiva contro le infezioni.
Vediamo cosa fare quando essi risultano elevati.

COSA SONO I LINFOCITIlinfociti alti

Come sono fatti i linfociti e come agiscono?
Essi hanno un nucleo rotondo oppure ovale e dimensioni comprese tra gli 8 e i 12 micron; il loro compito, come accennato, consiste nel combattere i germi ed ogni sostanza estranea che colpisce il nostro organismo.

A loro volta i linfociti, in base al tessuto in cui avviene la loro maturazione finale, si distinguono in due categorie: di tipo B (se dal midollo osseo) e di tipo T (se dal timo).

Così come avviene per gli altri globuli bianchi, di norma i linfociti hanno vita breve, venendo presto sostituiti da nuove cellule; tuttavia può accadere che alcuni di essi restino nell’organismo per anni e trasmettano poi ai nuovi linfociti la loro memoria, permettendo ad essi di combattere ancora più efficacemente organismi nocivi con cui si è avuto a che fare in passato.

LINFOCITI: VALORI NORMALI

In condizioni normali i linfociti costituiscono dal 30% al 40% dei globuli bianchi.
Precisamente i valori giusti sono 1.5 – 3.5 x 10(9)/l, ma tale range può variare anche significativamente da un laboratorio all’altro.

LINFOCITI MOLTO ALTI: PERCHE’?

La linfocitosi, termine con cui si indica la presenza nel sangue di un numero elevato di linfociti, è una condizione che deve spingere il soggetto ad eseguire ulteriori approfondimenti per scoprirne la causa ed affrontarla con la terapia più opportuna ed efficace.

In particolare, una concentrazione di linfociti che superi i 4000 per microlitro, sottende di solito la presenza di un’infezione virale (ad esempio la mononucleosi) o un’infezione batterica intracellulare.
Tuttavia le cause da cui può dipendere la linfocitosi sono moltissime ed è quindi il medico a dover approntare il giusto iter diagnostico per scoprire di quale si tratti.

LINFOCITI ALTI O ALTISSIMI: LEUCEMIAlinfociti

Una delle patologie più serie che può comportare, fra l’altro, un forte aumento dei linfociti nel sangue, è la leucemia.

La Leucemia linfocitaria acuta, così chiamata per il suo rapido decorso, si caratterizza per la produzione di cellule immature nel sangue.
I sintomi più comuni, sono febbre, linfonodi gonfi, sanguinamento da naso e gengive, dolori ossei ed infezioni.

Colpisce soprattutto i bambini, ma si cura bene e la prognosi è, quasi sempre buona.

La Leucemia linfocitaria cronica invece, detta così per il suo andamento lento, colpisce maggiormente adulti ed anziani; i sintomi principali, oltre alla linfocitosi, sono perdita di peso, linfonodi ingrossati, tendenza a contrarre infezioni e stanchezza.

La terapia “d’elezione” consiste nel tenere la malattia sotto controllo.

LINFOCITI ALTI: PERTOSSE E VASCULITE

Pertosse e vasculite sono due patologie che si accompagnano sempre ad un aumentato numero di linfociti.
La pertosse è una tosse molto forte, accompagnata da spasmi convulsi, che non risponde ai trattamenti per la tosse comune e che necessita invece di antibiotici.
Per prevenirla c’è il vaccino.

La vasculite è un’infiammazione dei vasi sanguigni che può essere acuta o cronica.
Essa diventa pericolosa, e può portare persino alla morte se non si interviene
tempestivamente, quando si blocca il flusso di sangue che rifornisce organi e tessuti.

Nel caso in cui il medico lo ritenga necessario, contro la vasculite può essere utilizzato uno specifico farmaco.

Ovviamente anche la più banale delle influenze, per il fatto di mettere in moto il sistema immunitario, può comportare linfocitosi; in tal caso basta curarsi con i rimedi tradizionali (riposo a letto, caldo, sonno, alimentazione adeguata, spremute, antipiretici e, solo nel caso in cui il dottore lo ritenga opportuno, antibiotici) e, una volta sparita la febbre ed i sintomi che l’accompagnano, anche i linfociti torneranno ai loro livelli normali.

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